“Le corna stanno bene su tutto, ma io stavo meglio senza”: la recensione

“Le corna stanno bene su tutto, ma io stavo meglio senza”: la recensione

Libro record di vendite in Italia, cosa c’è di clamoroso in questo libro? Niente, se non il fatto che la “scrittrice” sia un’influencer da quasi 4 milioni e mezzo di followers su Instagram. Una ragazza che afferma all’interno dello stesso libro di non averne mai letto uno in vita sua, e che probabilmente il suo sarebbe stato il primo libro letto; cosa mi sarei dovuta aspettare? Una nascosta dote da scrittrice? Ma io il beneficio del dubbio glielo ho voluto dare: “Magari qualcosa di buono ne è uscito fuori, insomma, ha avuto così tante vendite!” Mi sbagliavo, ho sperato, leggendo il nome di una scrittrice sulla copertina del libro (Stella Pulpo), che ne sarebbe potuto uscire qualcosa di carino. Ma partiamo dal principio.

Non conoscevo né Giulia De Lellis, né Andrea Damante prima di leggere questo libro. Il nome di Andrea non viene mai menzionato all’interno del libro, neanche una volta, ma si sa, questo libro era indirizzato a una determinata fetta di pubblico, che conosceva tutta la situazione. Un pubblico adolescenziale e pre-adolescenziale, femminile, quello delle sue fan, a cui si rivolge direttamente.

L’idea del libro era quella di aiutare le persone nella sua stessa situazione ad affrontare un tradimento. L’idea di base è interessante. Dove si trova la guida? Nelle conclusioni, i suoi consigli per le “cornute”, 7 consigli, sottoforma di elenco puntato, della lunghezza di poche righe l’uno. Alcuni troppo banali, altri meno. Ma allora cosa succede nel resto del libro? Racconta la sua storia, dal momento in cui ha scoperto di essere stata tradita, fino al momento in cui finalmente realizza che bisogna sempre avere fiducia nell’amore. Un bel finale, una bella conclusione. Libro molto breve, ma devo ammettere di aver faticato a portarlo a termine, o almeno ad arrivare a metà. Trovavo il personaggio protagonista, la nostra Giulia, un po’ troppo frivola e bambina, e certe cose che leggevo proprio non riuscivo ad assecondarle. Ma un personaggio può piacere e non piacere, non le posso fare una colpa di questo, ma trovo più facile comprendere un personaggio con idee lontane dalle mie se vi è all’interno del libro una vera e propria introspezione del personaggio, che qui non ho trovato. Non ho trovato motivazioni per certi suoi atteggiamenti, certo era accecata dall’amore, dal dolore, ma più di una semplice successione di fatti, non vi ho trovato granché.

Lo stile più che discutibile, troppo giovanile e scurrile. Indirizzato a un target così giovane, certi termini si potevano omettere, certo era volutamente giovanile e di facile interpretazione, ma anche senza tutte quelle parolacce, lo sarebbe potuto essere. Un vocabolario un po’ più elaborato non avrebbe sicuramente stonato, magari avrebbe dato al libro un qualcosa in più.

23 capitoli di breve lunghezza, più una conclusione. I titoli dei capitoli che sembrano più commenti a un post o una storia su Instagram che a un vero e proprio libro.

Trovo che all’interno del libro ci siano tante incongruenze, afferma all’inizio di aver postato su Instagram una storia, annunciando la fine della relazione ma senza andare nel dettaglio, che la colpa è di entrambi: “E che non si dica che non sono una signora!” aggiunge. Non entra nel dettaglio perché sono affari suoi, così dice, eppure ci scrivi un libro, su tutta la vicenda, facendolo diventare affare di tutti i lettori. La colpa è di entrambi, eppure nelle pagine successive cerchi di capire dove sta la tua colpa, perché su questo proprio non ti sai spiegare. Sei una signora perché non dai tutta la colpa a lui, non dici quello che è successo davvero, e poi, ritroviamo tutto tra le poche pagine di un libro.

Afferma di averlo amato così tanto che non sa se potrà mai provare un amore che si eguagli a quello per Damante, eppure, quando parla di lui, mette in luce solamente il suo aspetto esteriore, niente commenti sulla sua personalità, sul suo carattere, quasi si parlasse di una bambola.

Nel complesso posso ritenerlo un libro leggero, anche troppo, visto l’argomento; uno stile troppo adolescenziale, un linguaggio troppo scurrile, una “guida” troppo mancata. Perché alla fine del cosa fare dopo un tradimento non se ne parla molto, spiega cosa ha fatto lei per stare meglio, ma non tutti hanno i suoi privilegi. Quante persone possono comprarsi casa da un giorno all’altro? Quante persone possono andare dal parrucchiere ogni settimana a farsi la piega? Non molte direi.

Voglio quindi fare i complimenti a Giulia De Lellis, perché nonostante tutto è riuscita a scrivere, o dettare, un libro campione di incassi. Complimenti davvero, sei brava a gestire la fama e ad avere sempre il coltello dalla parte del manico. Ovviamente mi dispiace per ciò che hai passato, subire un tradimento non è una cosa facile, ma sei riuscita ad alzarti a testa alta, non è cosa da tutti.

Detto questo, la mia valutazione è 2 su 5, premio lo sforzo. Con un consiglio per il futuro, se vuoi scrivere ancora. Leggi qualche libro vero, un po’ di cultura non ha mai fatto male a nessuno.

Federica Madau

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