Alimentazione: tra miti e leggende

Alimentazione: tra miti e leggende

Dall’ananas “brucia-grassi” a “i cibi senza glutine sono più sani”. Questi sono solo due tra le più grandi leggende in campo nutrizionale che spopolano sul web. Chi non ha mai ceduto alla tentazione di affidarsi ad internet alla ricerca di consigli per raggiungere uno stile di vita sano o diete per rientrare nel tanto desiderato “peso forma”? Sempre più internauti, tuttavia, non sanno come gestire il flusso di notizie e, soprattutto, le fonti dalle quali queste provengono. Ecco, quindi, solo alcune tra le bufale più diffuse sul web che riguardano l’alimentazione, con le relative spiegazioni scientifiche per aiutarci a capire quali siano i consigli di cui veramente fidarsi e quali, invece, sono privi di qualsiasi ragionevole fondamento scientifico.

L’ananas brucia i grassi: ma è proprio così?

Sulla capacità del frutto di agire come “brucia grassi” e dimagrante si sono affermate false convinzioni. Facciamo chiarezza. L’ananas è un frutto ricco d’acqua e con molteplici proprietà. All’ananas spesso è associata la capacità di bruciare i grassi. Il falso mito deriva dal fatto che l’ananas contiene una sostanza, chiamata bromelina, in grado di rompere le proteine degli alimenti rendendole più digeribili, ma che non ha alcuna attività sui grassi. Dunque, l’ananas può aiutare la digestione ed è un ottimo drenante essendo ricco di acqua ma non aiuta a dimagrire: la vera perdita di grasso si ottiene, infatti, solo attraverso una dieta equilibrata potenziata dall’attività fisica.

 

I cibi senza glutine sono più sani

La dieta senza glutine è una terapia, nonché l’unica attualmente disponibile per chi soffre di celiachia e non va seguita per moda, sulla scia di alcune fake news che promuovono il benessere e la conquista del “peso forma” escludendo il glutine dall’alimentazione quotidiana. Come ha più volte ribadito AIC (Associazione Italiana Celiachia), in letteratura non vi sono studi scientifici dimostrino effetti benefici della dieta priva di glutine per i non celiaci.

Gli alimenti “senza grassi” e “senza zuccheri” non sono sinonimo di “light”.

La dicitura “senza grassi” e “senza zucchero” non deve essere tradotta in alimenti “light” o senza calorie. E’ necessario non lasciarsi ingannare e leggere attentamente le etichette poste sugli alimenti. In realtà, il contenuto calorico di molti di questi alimenti che portano tali diciture può risultare, al contrario, estremamente elevato: quando i grassi vengono rimossi dal cibo, per ottener un gusto gradevole e simile all’alimento originario, vengono aggiunti ingredienti artificiali che possono apportare più calorie.

I carboidrati fanno ingrassare!

I singoli carboidrati non fanno ingrassare ma sono le diete ricche di carboidrati raffinati e alimenti trasformati che contribuiscono all’aumento di peso. Per tale motivo, si consiglia di mantenere una dieta equilibrata con un contenuto maggiore di carboidrati complessi e minore in carboidrati semplici o trasformati, aumentando il consumo di fibre di frutta, verdura, cereali integrali e di alimenti meno elaborati.

La carne rossa fa venire il cancro?

Non vi è evidenza scientifica che la carne rossa non lavorata, assunta nelle giuste quantità e nell’ambito di una dieta variata, sia un agente cancerogeno. L’aumento del rischio di comparsa del tumore dipende, infatti, dalla quantità e frequenza di consumo di questi alimenti. In generale, il consumo di carne rossa o lavorata non deve superare i limiti raccomandati dalle Linee Guida per una sana alimentazione. La popolazione adulta non dovrebbe mangiare più di due volte a settimana una porzione di carne lavorata e non più di tre volte una porzione di carne rossa a settimana. Il consumo di carne rossa, tuttavia, va sempre definito in base alle condizioni individuali di salute e alle caratteristiche nutritive che l’alimento apporta.

Più vitamine prendo e meglio sto?

Il consumo eccessivo di supplementi vitaminici può portare a malattie, dette ipervitaminosi, che possono avere conseguenze a volte molto gravi. Assumere dosi eccessive di questi microelementi attraverso l’alimentazione è estremamente difficile se non impossibile: la maggior parte dei casi di ipervitaminosi riportati sono dovuti ad un consumo eccessivo di integratori. È bene perciò tenere sempre presente che i supplementi vitaminici non devono essere assunti indiscriminatamente e senza un reale necessità ma è consigliabile informare sempre il medico prima di farne uso.

Il cibo senza lattosio è più salutare?

A differenza delle allergie, dovute ad una reazione esagerata del sistema di difesa dell’organismo (sistema immunitario), le intolleranze alimentari sono spesso causate dalla incapacità del corpo di metabolizzare alcune sostanze, a causa della mancanza di uno o più enzimi. L’intolleranza al lattosio, dovuta ad una ridotta o assente capacità di digerire il lattosio. Nella maggior parte dei casi è una intolleranza causata da un disturbo enzimatico mentre, in altri casi può essere solo temporanea. Tuttavia, l’abitudine di consumare cibi senza lattosio si sta diffondendo anche tra coloro che non soffrono di questi disturbi, nella erronea convinzione di mangiare in modo più sano e di sentirsi più “leggeri”. In assenza di una accertata (diagnosticata) intolleranza al lattosio, è consigliabile consumare il latticini per non privarsi dei nutrienti in essi contenuti come il calcio e la Vitamina D. Inoltre, consumare alimenti senza lattosio da parte di persone non effettivamente intolleranti può far diminuire la produzione dell’enzima lattasi inducendo un’intolleranza in chi non l’ha mai avuta. Infatti è proprio il lattosio presente negli alimenti a stimolare la produzione della lattasi.

In conclusione, Internet è una risorsa eccellente per trovare spunti per la dieta e per uno stile di vita sano, ma può essere un divulgatore di bufale che possono rivelarsi pericolose per la salute. Per avere validi e sicuri consigli nutrizionali, dunque, è sempre meglio rivolgersi al proprio medico o a un nutrizionista qualificato.

BIBLIOGRAFIA
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Chiara Miriam Maddalena

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