Intolleranza alimentare: chiariamoci le idee

Intolleranza alimentare: chiariamoci le idee

Questa è, come sappiamo, l’era di internet e dei social, strumenti utili per la nostra quotidianità e che ci danno la possibilità di rimanere aggiornati su tutto ciò che più ci interessa in quel momento. E’ comunque fondamentale filtrare le fonti e fare buon uso di questa valanga di notizie che ci bombarda quotidianamente. Spesso, tuttavia, quando siamo alla ricerca di risposte, siamo spesso offuscati e non riusciamo a porre un limite. E’ facile cadere, infatti, nella trappola delle fake news e degli allarmismi, soprattutto ogni qualvolta che abbiamo un problema di salute e tentiamo attraverso la ricerca su “Google” di fare auto-diagnosi. Non c’è cosa più sbagliata, visto che ogni persona è unica, così come i suoi problemi. E’ fondamentale, perciò rivolgersi sempre ad uno specialista! Ad esempio, a chi non è capitato almeno una volta di affermare: “sarò SICURAMENTE intollerante a qualcosa!”. Cerchiamo di capirne un po’ di più insieme.

MA COSA SIGNIFICA ESSERE AFFETTI DA INTOLLERANZA ALIMENTARE?

Un’intolleranza alimentare è una reazione avversa dell’organismo verso determinati cibi. A differenza di quanto avviene nelle allergie alimentari, questa reazione non dipende dall’attivazione anomala del sistema immunitario; inoltre, è meno severa, si manifesta gradualmente ed è proporzionale alla quantità dell’alimento che viene ingerita (quasi come se l’organismo si “intossicasse”). Possono determinare un’intolleranza alimentare: carenze di particolari enzimi (es. intolleranza al lattosio è dovuta ad un deficit dell’enzima lattasi), farmacologiche (reazioni ad alimenti contenenti salicilici; reazioni ad additivi alimentari; reazioni ad alimenti contenenti istamina…).

COME SI MANIFESTA UN’INTOLLERANZA ALIMENTARE?

Le manifestazioni cliniche delle intolleranze alimentari sono le più svariate: difficoltà digestive, flatulenza, diarrea, cefalea, orticaria, prurito, dolori addominali, malassorbimento, stanchezza…

COME SI FA DIAGNOSI DI INTOLLERANZA ALIMENTARE?

Per diagnosticare un’intolleranza alimentare sono necessarie una serie di prove da sostenere sotto controllo di un nutrizionista o di un medico. In seguito ad un’accurata anamnesi, si cerca di identificare mediante diario alimentare il cibo sospetto responsabile della comparsa dei sintomi; si procede poi per un determinato periodo con una dieta ad eliminazione e successiva reintroduzione graduale dell’alimento o della famiglia di alimenti, con lo scopo di riacquisire la tolleranza a questi ultimi. Se i sintomi si ripresentano, si eseguono test specifici di laboratorio es. Prick-Test, il Breath-Test (per la diagnosi di intolleranza al lattosio), il dosaggio delle IgE specifiche per gli alimenti, dosaggio delle IgE specifiche per il glutine e, se necessario, biopsia digiunale (per accertare la malattia celiaca).

NON TUTTI I TEST SONO SCIENTIFICAMENTE VALIDI!

In tema di allergie e intolleranze alimentari, infatti, sono troppi i test ‘farlocchi’ che millantano la risoluzione di ogni problema. Per questo il proliferare di test privi di fondamento scientifico, come il Dria, quello di neutralizzazione, la kinesiologia applicata, la biorisonanza, l’analisi del capello, l’iridologia, ha spinto la Società italiana immunologia e allergologia pediatrica (Siaip) a produrre un documento in cui si fa chiarezza sulle diagnosi di intolleranza e allergia alimentare. Il rischio è la creazione di allarmismi in quanto la maggioranza dei casi hanno come risultati dei falsi positivi.

MI HANNO DIAGNOSTICATO UN’INTOLLERANZA… COME MI COMPORTO?

Una volta accertata l’intolleranza, consiglio di farsi seguire da un nutrizionista per un piano alimentare personalizzato. E’ importante, inoltre, prestare attenzione alle etichette dei cibi, nei quali possono essere “nascoste” le sostanze che occorre evitare in quanto implicate nell’intolleranza.

Chiara Miriam Maddalena

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